5 luoghi comuni su Barcellona che sono completamente falsi

Pubblicato da nella categoria Scoprire, Tradizioni. Ultimo aggiornamento il 14 giugno, 2017. 0 commenti

I pregiudizi sono duri a morire! E se anche voi ne foste vittime? Verificatelo leggendo i nostri 5 luoghi comuni su Barcellona che sono completamente falsi.

luoghi comuni Barcellona

Uno dei nostri obbiettivi qui alle Piccole Dritte per Barcellona è quello di darvi tutti gli elementi per poter apprezzare la capitale catalana nelle migliori condizioni possibili ed evitando le trappole per turisti. Ci è, quindi, sembrato interessante confutare cinque luoghi comuni su Barcellona che sono completamente falsi.

Luogo comune nº1: Barcellona è fondamentalmente spagnola

Vista dall’esterno, la situazione della catalogna lascia spesso perplessi. Si tende ad associare i catalani ai separatisti padani e il catalano a un dialetto locale. Niente di più sbagliato.

La Spagna è un paese decentralizzato, in cui le regioni (chiamate comunità autonome) hanno molto potere. In Catalogna le specificità regionali sono regolate da una legge proposta dalla Generalitat (il governo catalano) e votata dall’assemblea locale.

Mentre nel resto della Spagna (esclusi i Paesi Baschi) le differenze tra le comunità autonome sono molto leggere, la Catalogna costituisce un caso separato. La Generalitat ha, infatti, il potere e gli strumenti legali per consolidare e imporre la cultura catalana sul territorio.

Passeggiando per le strade vi renderete conto di come il catalano è tutt’altro che un dialetto: è la lingua d’uso comune e lo si trova ovunque (dalle comunicazioni dell’amministrazione alle bacheche per annunci,…). Il catalano è anche la lingua della scuola (tranne nelle scuole straniere), ma i corsi di catalano sono obbligatori.

Niente paura se andate a vivere a Barcellona e parlate solo spagnolo: una legge nazionale obbliga al bilinguismo. Questo vuol dire, in particolare, che tutti i procedimenti amministrativi devono essere effettuati in spagnolo o catalano.

disegno bandiera catalana

Luogo comune nº2: il flamenco è una danza tipica

Il flamenco è uno dei simboli della cultura spagnola, come la corrida e la paella. In origine, però, è veramente tipico solo in Andalusia. La danza regionale catalana è la sardana, decisamente meno movimentata! Non esistono veri e propri spettacoli di sardane, ma vedrete barcellonesi all’opera la domenica davanti la cattedrale o durante le manifestazioni culturali (come ad esempio le festes majors).

Anche se il flamenco non è tipico di Barcellona, è comunque possibile assistere a uno spettacolo. Dalla fine della dittatura franchista, il flamenco è un po’ più accettato in Catalogna e molti grandi nomi del genere sono originari della capitale catalana, come la  ballerina Carmen Amaya.

Luogo comune nº3: mangiare sulle Ramblas è un’esperienza autentica

Molte guide turistiche si sforzano di far passare le Ramblas per uno dei viali più autentici. Questo era vero anni fa, ma ormai le cose sono ben diverse!

Una delle conseguenze negative del turismo di massa è che i ristoranti tipici hanno lasciato il posto alle trappole per turisti. I piatti sono spesso di pessima qualità e i prezzi esagerati. Un consiglio: datevela a gambe! Andate, invece, a mangiare nei ristoranti che vi consigliamo nella zona circostante alle Ramblas.

Se i ristoranti delle Ramblas sono da evitare, il viale in sé resta comunque un posto imperdibile a Barcellona se si sa già cosa evitare. Scoprite i siti imperdibili cliccando qui.

Luogo comune nº4: l’architettura di Barcellona è Gaudí

L’opera di Gaudí è talmente impressionante che si tende a pensare che sia l’unico e il solo ad aver forgiato l’identità dell’architettura di Barcellona. Non è affatto così! La città è piena di sontuosi edifici, opera di architetti famosi di ogni epoca.

L’art nouveau catalana (chiamata modernismo) deve molto a Lluís Domènech i Montaner, tra l’altro professore e mentore di Antoni Gaudí. Il Palau de la Música, l’Hospital de Sant Pau e la Casa Lleo i Morera portano il suo nome. Un altro grande nome del modernismo è Puig i Cadafalch, a cui si deve la Casa Amatller (vicina della Casa Batlló), il Poble Espanyol e la Casa de les Puntxes sull’Avinguda Diagonal.

E poi, la tradizione architettonica di Barcellona non si riduce al solo modernismo: grandi architetti contemporanei contribuiscono a rendere la città un posto sempre all’avanguardia. Giudicate voi stessi leggendo il nostro articolo sull’architettura contemporanea a Barcellona.

disegno hotel W

Luogo comune nº5: la primavera è la migliore stagione per visitare Barcellona

Il clima mediterraneo di Barcellona è particolarmente piacevole e molti pensano che la primavera sia la migliore stagione per visitare la città. È vero che ci sono molte belle giornate ad aprile e maggio, ma il tempo è anche molto instabile. Può fare molto caldo un giorno e piovere l’indomani.

Visitare Barcellona in primavera è un’esperienza piacevole, ma anche l’inverno è un’opzione da non scartare, perché le giornate sono spesso soleggiate. Inoltre, i turisti sono meno numerosi che nel resto dell’anno. In estate, potrete approfittare del caldo, delle spiagge e dei numerosi bar con tavolini all’aperto. Per quanto riguarda l’autuno, invece, tenete presente che negli ultimi anni i mesi di ottobre e novembre sono stati molto caldi e le spiagge erano piene (quasi) come a luglio.

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A proposito dell'autore

Pauline

Pauline è una letterata curiosa e amante della cucina. Per scrivere i suoi articoli ama scovare i posti più originali e autentici che sedurranno i vostri occhi e le vostre papille. Cosa preferisce a Barcellona? Perdersi nella città antica e inebriarsi con la sua atmosfera magica... o con i profumi dei buoni piatti preparati nelle cucine. Un vero piacere!